‘Italia a Tavola’ – Sconto sul pranzo per bimbi educati A Padova premiati quattro genitori


Sconto sul pranzo per bimbi educati

Il titolare dell’enoteca Ferrari di Padova ha applicato il 5% di sconto sul conto di due coppie di genitori con sei bambini che hanno disegnato per tutta la durata del pranzo senza disturbare il personale e i commensali. Il problema esiste da tempo, equilibrio e buonsenso favoriscono il quieto vivere.

Fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo. Frase fatta? Forse, ma bisogna ammettere che è una grande verità. È però anche doveroso aggiungere che, come in qualunque altro mestiere, chi ci mette il cuore, l’impegno, l’applicazione e la dedizione raramente viene rimproverato anche se poi, alla fine, i risultati non arrivano o non sono brillanti come si vorrebbe. Ecco, anche per i genitori vale lo stesso ragionamento: addomesticare i figli soprattutto quando questi sono in età da “piccole pesti” è compito molto arduo, ma ciò non toglie che un minimo di indirizzo bisogna darglielo. A maggior ragione quando si è in pubblico, al ristorante per esempio.

Quante volte ci è andata di traverso la cena per via di piccoli commensali che vivono fino in fondo la propria gioventù? Tante. Eppure il nostro sguardo minaccioso va sempre nella direzione dei genitori che, imperterriti, proseguono nella propria cena perdendo d’occhio i figlioletti. Le situazioni sono così frequenti che ha fatto notizia lo sconto che il gestore di un’enoteca padovana ha fatto a due coppie di genitori che, nonostante avessero con sé ben sei bambini, sono riusciti a far trascorrere ai vicini di tavolo un pranzo normale. A fronte di un conto da 262 euro, il titolare ha applicato 13 euro di “sconto bimbi educati” come riportato puntualmente sullo scontrino. La sorpresa dei genitori è stata tale che questi hanno lasciato sul tavolo 30 euro di mancia, a dimostrazione che gentilezza e generosità chiamano… gentilezza e generosità in qualunque contesto.

Il teatro della vicenda è l’enoteca Ferrari: «Una gioia vederli – racconta il titolare Antonio Ferrari – da quando abbiamo iniziato a tenere aperto la domenica a pranzo il problema dei bambini maleducati è emerso in tutta la sua gravità. Corrono dappertutto, buttano a terra il pane, ti vengono addosso mentre fai lo slalom tra i tavoli con le portate. Spesso è veramente difficile lavorare in queste condizioni. Sono consapevole del fatto che è difficile fare i genitori. Non si può dire sempre di no e crescere i figli a suon di divieti, però quando si sta in mezzo ad altra gente bisogna anche insegnare il rispetto. Per questo ho deciso di fare lo sconto del 5% a chi riesce a tenere buoni i propri figli. Ripeto, è un premio ai genitori bravi».

Il problema, come lascia intendere Ferrari, non è certo nuovo. Già tre anni fa avevamo infatti raccontato di un ristorante bresciano che impediva l’ingresso agli under 10 dopo le 21 proprio per non disturbare la quiete dei clienti. E i social puntarono il dito contro questa decisione che, in realtà, era stata presa già sette anni prima. “No child” ma anche “Benvenuti bambini” perché altri ristoranti, forse un po’ più intraprendenti e meno propensi a divieti “grossolani”, hanno allestito aree per bambini in modo che potessero svagarsi in luogo protetto mentre i genitori e gli altri commensali pasteggiavano “in pace”.

La vicenda si incastra come il pezzo di un puzzle in un altro caso simile emerso pochi giorni fa a Milano dove una scuola calcio è stata costretta a pagare una multa da 90 euro perché alle persone che abitano nei condomini circostanti il sano divertimento di un gruppo di bambini dava fastidio, era troppo chiassoso. Come al solito, buonsenso ed equilibrio sono due principi che dovrebbero regnare in queste vicissitudini, ma troppo spesso vengono dimenticati. Se da una parte è umano, nel senso più profondo del termine, che bambini di 6, 7, 8 anni non abbiano ancora imparato a stare a tavola tranquilli per una serata intera e per questo vadano accettati, dall’altra è altrettanto auspicabile che i genitori si diano comunque da fare per farli rientrare nell’ordine del rispetto per gli altri, quantomeno che facciano la figura, che facciano vedere che ci provano. E non mettendogli in mano uno smartphone (i “bimbi educati” di Padova a quel pranzo disegnavano addirittura ancora con i pennarelli e su fogli di carta).

Così come è apprezzabile che i ristoranti si diano da fare creando spazi apposta per i bambini, ma se è sicuramente una soluzione temporanea efficace, in ottica futura è funzionale per l’educazione di un figlio? Allo stesso modo se è vero che “dura lex, sed lex” è altrettanto vero che se le lamentele di due “bacchettoni” per qualche grido di troppo di bambini in mezzo ad un campo di pallone vengono accolte e i “piccoli colpevoli” puniti con una multa, allora significa soffocare ufficialmente uno degli istinti umani più belli e genuini, senza appello perché se lo dice la legge c’è poco da recriminare. Equilibrio e buonsenso, da parte di tutti.

Fonte articolo

La Redazione (14/02/2017) Sconto sul pranzo per bimbi educati A Padova premiati quattro genitori – Italia a Tavola. Italia a Tavola Consultato in data 11/01/2018 http://www.italiaatavola.net/alimenti/tendenze-e-mercato/2017/2/14/sconto-pranzo-bimbi-educati-padova-premiati-quattro-genitori/48723

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