‘Wired’ – L’idea dell’enoteca di Padova: sconto ai bambini educati


Bambini a tavola? Molti ristoranti non li vogliono: fanno casino e rovinano l’atmosfera glamour del locale. Ma c’è chi ha trovato il modo di incentivare i genitori a farli stare tranquilli

Persino Butac.it , il sito antibufale, ha dovuto occuparsene: no, i ristoranti che accampano scuse per non accettare prenotazioni da parte di famiglie con bambini non sono una leggenda metropolitana. E, del resto, la tesi è facilmente dimostrabile: provate a telefonare ad un ristorante, chiedendo un tavolo per tre adulti e due bambini piccoli. In molti vi risponderanno che, purtroppo, sono pieni.
Ma se richiamate un quarto d’ora dopo  chiedendo un tavolo per cinque, la prenotazione sarà immediata.

Il web – sulla discussione bambini si, bambini no – si divide.
C’è chi dice che i bambini vanno lasciati a casa perché sono maleducati e disturbano gli adulti che cercano solo relax.
E chi invece sostiene che ormai non esista alcuna soglia di tollerabilità dei bambini e che venga confusa la maleducazione con l’espressione della crescita.

Anche i ristoratori si dividono equamente tra chi – all’interno di questo dibattito –  vede una nicchia commerciale aprendo ristoranti “per famiglie” e chi pensa di ottenere maggiore guadagno difendendo il proprio locale “kids free” (operazione per altro illegale, se ufficializzata con cartelli e comunicazioni formali).

In ogni caso, sembra che il muro tra chi ha fatto figli e chi non li ha fatti sia inevitabile, e che resti solo la possibilità di scegliere il lato dove posizionarsi.

Ma c’è anche chi sceglie una strada alternativa.
È il caso di Antonio Ferrari, proprietario dell’omonima enoteca di Padova.

Dopo aver servito un gruppo composto da 11 persone (6 adulti e 5 bambini) apprezzando la capacità dei più piccoli di giocare con carta, penne e pennarelli mentre i più grandi finivano la cena,  Ferrari ha scelto di premiare gli avventori con uno sconto speciale: il 5% di riduzione per “bambini educati”.

Sconto bimbi educati

L’idea – ammette lo stesso sommelier – non è originale: Ferrari l’aveva notata e apprezzata in un locale di Miami, ed è stato felice di poterla mettere in pratica.
Ma particolarmente significativa, in questa storia, non sembra essere tanto l’originalità, quanto l’idea (testimoniata dallo scontrino) che nell’educazione dei bambini tutti debbano fare una piccola parte.

Bravi i genitori, quindi.  Anzi, bravi e lungimiranti, se è vero che aver cresciuto dei bambini adeguati permette loro di passare una serata in compagnia a degustare del buon vino senza impazzire a rincorrere i figli impegnati a spruzzarsi l’acqua in bagno o a camminare gattoni sotto i tavoli degli altri clienti. Bravi i bambini, capaci di variare il loro comportamento a seconda del contesto. Ma bravissimo il proprietario dell’enoteca, che ha saputo supportare le due famiglie con un gesto simbolicamente importantissimo.

Perché educare un figlio è una grande fatica.
Non si sudano lo stesso numero di camicie, a crescere un bambino capace di divertirsi con fogli e pennarelli oppure uno che ha bisogno di urlare e correre in continuazione.
Il comportamento di un bambino al ristorante dipende sicuramente dall’età ma anche (e a volte, soprattutto) dalla fatica e dall’impegno del genitori nel tentare di crescere un bambino capace di rispettare gli altri.
Invece che ghettizzare i bambini per il solo fatto di essere piccoli, la strada proposta da Antonio Ferrari è quella di premiare proprio queste fatiche dei genitori: un’idea molto più lungimirante, attenta e sociale di qualsiasi contrapposizione in salsa commerciale tra genitori  e resto del mondo.

Fonte articolo

Niri V. (15/02/2017) L’idea dell’enoteca di Padova: sconto ai bambini educati. Wired Consultato in data 11/01/2018 https://www.wired.it/lifestyle/food/2017/02/15/sconto-bambini-educati-enoteca-padova/

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