Dieci segnali che sei un buon genitore per tuo figlio


Dieci segnali che sei un buon genitore per tuo figlio

Spesso ci poniamo troppe domande, ma è anche utile sapere come capire che siamo sulla strada giusta: ecco dieci segnali che sei un buon genitore

Dieci segnali che sei un buon genitore

Spesso ci domandiamo se stiamo facendo un buon lavoro con i nostri figli, se li stiamo educando e crescendo bene e se siamo dei buoni genitori. Premettendo che fino a qualche generazione fa non ci si poneva tante domande e l’educazione in casa era più rigida, forse più semplice e ci si interrogava molto meno, anche perché non c’era la mole di informazioni, consigli e dritte degli esperti che abbiamo a disposizione noi, resta il fatto che i genitori di oggi sono molto più critici con se stessi rispetto a quelli di qualche generazione fa. E’ un bene o un male? Certamente l’accesso alle informazioni può solo essere positivo, a patto di saper filtrare ciò che leggiamo attraverso una coscienza critica e di saper prendere le cose della vita un po’ più alla leggera. Ma tornando alla questione iniziale: c’è un modo per sapere che siamo dei buoni genitori? Ecco dieci segnali che in modo indiscutibile possono farci capire che siamo sulla strada giusta.

  • Tuo figlio non ha paura di mostrare le sue emozioni con te: spesso rischiamo di caricare nostro figlio di aspettative eccessive alle quali lui prova disperatamente di soddisfare. Il rischio è che tenga dentro di sé le emozioni che ritiene essere disdicevoli o negative. Invece se si sente libero di poter esprimere tutta la gamma di emozioni e sentimenti di fronte a noi vuol dire che gli stiamo dando fiducia e che si sente ascoltato ed apprezzato come è.

 

  • Tuo figlio si rivolge a te se ha un problema: quando è ferito o ha un problema che lo affligge un bambino con dei buoni genitori sente di potersi rivolgere a loro perché hanno costruito per cui un porto sicuro dove rifugiarsi. Essere presenti e abituare tuo figlio al fatto che mamma e papà sono lì per lui vuol dire anche che, quando arriverà nella fase dell’adolescenza e cercherà sempre di più il gruppo o un sostegno esterno alla famiglia, saprà comunque di poter sempre contare sulla presenza dei genitori.
  • Tuo figlio può esprimere la sua opinione senza temere la tua reazione: i bambini che si sentono  accettati e rispettati non temono di esprimere ciò che pensano anche se è in disaccordo con il pensiero dei genitori. Si tratta quindi, di un segnale positivo della relazione tra genitore e figlio, una relazione che accetta l’altro e che è flessibile alle diversità.
  • Tuo figlio  può mostrarsi fragile e piccolo: spesso con orgoglio dichiariamo che nostro figlio è una vera roccia, che nulla lo scuote, che è un ometto. In realtà resta un bambino, un essere umano in evoluzione che può anche attraversare fasi di regressione e paura che non vanno rifiutate o gestite con insofferenza ma accettate e comprese. Perché i bambini non devono essere rocce, dobbiamo esserlo noi per loro.
  • Non viene etichettato o criticato: ci viene piuttosto facile etichettare nostro figlio come un “monello” oppure come “bravissimo”, ma un bambino può essere allo stesso tempo bravissimo e un po’ monello e alternare questi atteggiamenti nelle diverse fasi della sua crescita. E per questo non deve sentire addosso a sé il carico di un’etichetta che gli abbiamo appiccicato da anni, ma deve potersi sentire libero di esplorare se stesso alla ricerca della sua vera identità.
  • Viene stimolato a coltivare i suoi talenti: un figlio non è lo specchio delle nostre aspettative e dei nostri sogni infranti. I suoi talenti sono personali e vanno scoperti e coltivati, così come le sue passioni che possono essere quanto di più distante ci sia dalle nostre. Incoraggiare i bambini nel coltivare il proprio talento vuol dire anche proteggere un adolescente da futuri comportamenti a rischio e a riuscire in qualcosa che lo appassiona.
  • Non ha paura di fallire: un bambino che non è stato sostenuto e accolto pur nelle sue fasi alterne di sviluppo e nella sua diversità rispetto alle aspettative dei genitori affronterà il fallimento come una cocente delusione data in primis a mamma e papà che tanto credevano in lui. I bambini non dovrebbero portare il peso di non voler deludere i propri genitori, ma vanno incoraggiati ad imparare dai fallimenti e dalle sconfitte per migliorare se stessi.
  • E’ autonomo e non teme di fare da solo: spesso siamo troppo presenti, iperprotettivi, concentrati sui nostri figli e sulle loro potenzialità e dimentichiamo che loro sono innanzitutto esseri umani in divenire che hanno bisogno di spazio e autonomia per mettersi alla prova, anche correndo il rischio di sbagliare.
  • Viene limitato nel comportamento: si tratta da un passaggio importante che spesso viene sottovalutato o non considerato. I genitori di oggi ritengono troppo spesso che i bambini debbano essere lasciati liberi il più possibile. In realtà il NO conserva ancora oggi un grande valore educativo, così come i confini che poniamo al suo comportamento servono ai bambini per sentirsi protetti, sicuri e amati.
  • Anche i genitori sbagliano, ma pongono rimedio: capita di avere una brutta giornata, di rispondere male, di non essere sufficientemente presente. Tutto ciò non fa di te un cattivo genitore, a patto che tu riesca a fare autocritica, a riflettere sui comportamenti sbagliati e anche a spiegarti con tuo figlio, per riparare ad una eventuale rottura con lui.

Fonte articolo

Capriati F. (05/02/2018) Dieci segnali che sei un buon genitore per tuo figlio. Pianeta Mamma Consultato il 08/03/2018 https://www.dissapore.com/ristoranti/treviso-rosa-peonia-rissa-causata-dai-bimbi-rumorosi/

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